Sono arrivato a Cremona quasi per caso, lo ammetto. In una di quelle domeniche in cui non hai programmi ben precisi e decidi di uscire dalla città verso una meta vicina, giusto il tempo di un pranzo, un giro in centro e qualche acquisto.

Cremona da Milano dista poco più di un’ora di treno e comodo comodo arrivi direttamente nel centro città.

Vista di Piazza del Comune dal Torrazzo.

Resto ogni volta sorpreso e me ne meraviglio di cosa voglia dire uscire fuori da Milano anche solo un giorno. Ci si accorge di ritmi rallentati, di caffè presi con più gusto, di aria più leggera e un senso di rilassatezza che tra il lavoro e il ritmo frenetico è ormai un bene raro.

Cremona, in questo senso, è una cittadina che si presta benissimo al ritrovarlo. Tutto si concentra intorno alla piazza del comune, dove campeggiano da un lato e l’altro la Cattedrale di Santa Maria Assunta, l’adiacente Battistero e il Torrazzo (pensate, di qualche metro più alto del Big Ben, salita difficile che vale la pena fare per godere di una vista pazzesca sulla città). Senza tralasciare il Palazzo del comune, attualmente in uso ma totalmente visitabile.

Affreschi del Pordenone all’interno della Cattedrale di Cremona

Ma quello che voglio lasciarvi non è una guida su cosa vedere o cosa fare. Perdervi tra le vie del centro storico vi farà scoprire palazzi storici e piccole botteghe tracotanti di prodotti tipici a cui sarà difficile resistere, primo fra tutti il torrone (che prende il nome, si dice, proprio dal torrazzo in piazza).

Imperdibile la storica bottega Sperlari, fondata nel 1836 da Enea Sperlari, con le sue antiche boiserie in legno è davvero una tappa obbligata.

Ma girando, come mio solito, senza una meta precisa mi sono imbattuto in una piccola chiesetta, all’esterno non molto attraente, ma preso dalla curiosità sono entrato e sono rimasto sbalordito. La Chiesa di Sant’Abbondio è assolutamente imperdibile. La cosa che più mi ha colpito è il soffitto, insolitamente basso, che rende l’ambiente intimo e discreto.

Cremona ha l’aria di una borghesia discreta, si respirano i violini che ricordano Stradivari. Insomma è una musica lieve che va scoperta pian piano.


E per ultima, ma non ultima, Cremona è la città dei violini. Maestri liutai hanno ancora antiche botteghe in città, alcuni visitabili su prenotazione. Oltre al Museo del Violino, una piccola chicca è visitare la casa in cui visse Antonio Stradivari. Per accedervi è sufficiente chiedere al piano terra al gestore di un negozio di articoli per la casa. Vi aprirà le porte, letteralmente, delle camere al piano di sopra dove in estate si tengono anche piccoli concerti. Davvero affascinante.

Interni della Chiesa di Sant’Abbondio, Cremona.

Una città che merita almeno un giorno, se non un weekend, per gustarsela meglio. Piccola, discreta e affascinante offre scorci storici assolutamente imperdibili, un’atmosfera tranquilla e una cucina che farete fatica a lasciare li, trai tavoli del centro.